Over The Wire - Bz Akira Santjago
MashUp: Bz Akira Santjago
Music: HCF, IA Mensab
Tutto quello che avete usato per manipolare la mia testa e provare a rovinarmi la vita, lo faccio a pezzi, lo mescolo e ve lo restituisco, vomitandovelo in faccia!
OverTheWire è una piattaforma online gratuita che ospita una raccolta di wargame progettati per insegnare concetti di sicurezza attraverso sfide pratiche.
Immagina un musicista che prende un vecchio brano e lo trasforma in qualcosa di completamente nuovo. Oppure un programmatore che prende un sistema e trova un modo che nessuno aveva previsto per farlo funzionare. Oppure un artista che prende immagini, codice, cultura e tecnologia e li mashuppa per creare nuove forme di espressione. Per Wark, sono tutti hacker.
"It is in the nature of hacking to discover freely, to invent freely, to create and produce freely."
Hacker come minoranza creativa che riesce a vedere e creare possibilità oltre la realtà ordinaria.
Non esiste un territorio che appartenga esclusivamente all'Hacker. L'Hacker può entrare ovunque ci sia una struttura, per comprenderla e trasformarla. Wark non sta parlando soltanto del tizio che buca un server. Sta parlando dell'Hacker come figura creativa e sovversiva.
Ora Akira sa qualcosa di quest'uomo d'affari, e cioè che, come la maggior parte dei combattenti poser, tutto ciò che conosce è il Kendo. Il Kendo sta al vero combattimento con la spada dei samurai come la scherma sta al vero duello di cappa e spada: è un tentativo di prendere un conflitto altamente disorganizzato, caotico, violento e brutale e trasformarlo in un grazioso giochino, come accade con l'Aikido di certi sedicenti Maestri. Come nella scherma, si suppone che tu debba attaccare soltanto determinate parti del corpo, quelle protette dall'armatura. Come nella scherma, non ti è permesso dare un calcio al tuo avversario alle rotule o spaccargli una sedia sulla testa. E il giudizio è completamente soggettivo. Nel Kendo, puoi assestare al tuo avversario un colpo bello e solido e tuttavia non vedertelo riconoscere, perché i giudici ritengono che tu non abbia dimostrato la giusta quantità di zanshin.
Akira non ha affatto zanshin. Vuole soltanto che tutto questo finisca.
La volta successiva che l'avatar dell'uomo d'affari, prepara il suo stridio assordante e avanza strisciando verso Akira, menando fendenti e facendo scattare la lama, Akira para l'attacco, si gira e gli taglia entrambe le gambe appena sopra le ginocchia. L'uomo d'affari crolla a terra. O meglio, l'avatar della Proto-Creatura di Silicio crolla a terra. Ci vuole molta pratica per far muovere il proprio avatar attraverso la Netsfera come una persona vera. Quando il tuo avatar ha appena perso le gambe, tutta quella abilità va a farsi benedire.
"Beh, Choom!" dice Akira. "ora guarda un po' qua!"
Muove la lama di lato e colpisce, tagliando entrambi gli avambracci dell'uomo d'affari, facendo cadere la spada a terra con un clangore.
"Sei solo un Venditore di Pentole!" continua Akira, facendo roteare lateralmente la spada e tagliando in due il corpo dell'uomo d'affari appena sopra l'ombelico.
Poi si china, in modo da guardare l'uomo d'affari dritto in faccia.
"Nessuno ti aveva detto", dice, abbandonando l'accento, "che sono un Hacker?"
Poi gli taglia via la testa. Questa cade a terra, fa mezzo giro su se stessa e finisce per restare lì, con lo sguardo rivolto dritto verso il soffitto.
"Non conformatevi alla mentalità di questo secolo, ma trasformatevi mediante il rinnovamento della vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto." Romani 12,2
La società in cui viviamo non ha alcun interesse a renderci consapevoli, sovrani o integrati. La macchina sociale ha bisogno di automi ansiosi, consumatori di consolazioni, persone perennemente affamate di approvazione ed emotive fino all'isterismo. Dalla cultura del consumo al continuo bombardamento di notifiche, fino alla psicologia da rotocalco che ci insegna a coccolare le nostre ferite invece di superarle: tutto spinge per tenerci ipnotizzati. E il trucco più diabolico di questo sistema è farci credere di essere "liberi" e che stiamo persino "facendo un percorso spirituale", mentre in realtà ci stiamo solo spostando da una gabbia all'altra. Quando capiamo questo, siamo già a metà del lavoro. Perché iniziamo a vedere la realtà per quello che è: un enorme meccanismo di distrazione di massa progettato per impedirci di tornare a casa, nel corpo, nella nostra presenza reale. Finché crediamo che la nostra ansia, i nostri dubbi ossessivi e il nostro bisogno di conferme siano davvero i "nostri problemi personali", rimaniamo prigionieri. Non sono proprio nostri: sono la reazione automatica di una macchina biologica inserita in un contesto che la vuole anestetizzata. Il risveglio non è un atto di dolcezza o di meditazione rilassante con le campane tibetane. È un atto di disobbedienza spietata. È staccare la spina alla narrazione quotidiana, azzerare il rumore di fondo e riprendere il comando del proprio centro somatico. Non ci serve l'ennesimo corso per "migliorarci". Ci serve smettere di farci ipnotizzare. (Chiara Pica)
Mi piace l'immagine, non c'entro nulla con quelli che si fanno un segno sotto l'occhio e o si mettono una mano sopra l'occhio; loro sono la canticchiante e danzante merda del mondo.


