SnowCrash Project - Bz Akira Santjago from snowcrashproject on Vimeo.




Se il Mondo che siamo costretti ad accettare è Falso e niente è Vero, ogni cosa è Possibile. Dai un calcio alla Ragione e fai spazio all'Impossibile.

ringrazio per la voce il Super TerroArtista Acaro, Fabio Curetti, compagno di mille esplorazioni artistiche videomusicali; e per alcune ispirazioni chiave la mia Amata Super Fiber Artista Rita Cavallaro.

a seguire, dopo le immagini, il Racconto, Karma, di Fabio Curetti.

La Verità è che vi meritate Ceppez e J-Ass e tutti questi Preti Pagliacci dello Spettacolo. La Verità è che non ci arrivate, perchè siete Telebrolesi. In quanto a me, non sono una Scimmia Ammaestrata e questo non è uno Spettacolo. Sto facendo altro, ma.. la Verità è che non ci arrivate, perchè siete Telebrolesi.

"Ier sera, sfidando le pattuglie tecnosanitarie delle zone colorate, il TerroArtista Acaro 71338, portava a termine la sua Missione Vocale infiltrandosi in territori vietati ad ore vietate. Con il Collaborazionista Acaro 71339 sono stati riesumati Apparecchi Tecnologici nascosti da tempo in caso di perquisizioni improvvise dei reparti speciali Covidiani o da delazioni di Paranoici Ipocondriaci senz'Anima. L'esito era scontato. Nessuno può fermare l'Arte, tantomeno il perfido Conte".TerroArtista Acaro 71338

Lo "Snow Crash" è un incidente all'interno del Sistema, un Virus, che va così in profondità, da mettere fuori uso il Dispositivo che controlla il Fascio di Elettroni nel Monitor, annebbiando completamente lo Schermo e trasformando la Griglia perfetta dei Pixel, in una Tempesta Vorticosa.

(in parte rielaborazione del Manifesto del Connettivismo)

Canteremo la Resurrezione dell'Anima consumata nella Tecnologia. La Notte, il Sogno, la Visione e la Connessione. E tutto ciò che sublima le nostre Anime a un ordine superiore di Conoscenza.

Il Deragliamento dei Sensi, le Corrispondenze Analogiche e la Libertà dal Controllo saranno gli Strumenti fondamentali della nostra Ricerca.

La Parola, l'Immagine, il Suono... sono i Virus che trasportano la nostra Infezione. Lo SnowCrash.

Non basta dissecare il mondo per svelare la verità che nasconde. Occorre risalire il Fascio di Luce fino alla Pellicola per comprendere da dove proviene l'Immagine che vediamo. Vogliamo rimontare il Flusso fino a toccare la Sorgente che inganna la nostra Percezione e a quel punto... Spegnere la Luce: solo così solleveremo il Velo.

Siamo sospesi tra l'Illusione del Mondo Virtuale e l'Inganno del Mondo Reale. Corriamo lungo i Sentieri Eterei della Rete, navighiamo nell'Oceano dell'Informazione, siamo Impulsi di Adrenalina nei cavi che cablano la Realtà.

Antenne puntate verso l'Universo, Variabili impazzite, Violini male accordati, Cronoscopi fuori fuoco. Inseguiamo la condivisione delle Anime, dei Luoghi, del Tempo, usando antichi Percorsi Mistici.

Siamo Rabdomanti Cibernetici. Hacker, Decifratori, Artisti Visionari, Supernauti in Esplorazione dello Spazio Interiore, Fantasmi Guastatori dell'Opera Spettacolare;

Agiremo per disturbare l'Ordine dei Segni, impadronirci degli Spazi Vuoti, esprimere il Non Detto. Lotteremo per confutare la Rappresentazione Ufficiale della Realtà, squilibrare il Fermo Immagine del Mondo, scombinare le Coordinate dell'Allucinazione Spettacolare.

Il nostro Vero Nome è un Sussurro nel Buio, un Rumore nascosto nella radiazione di fondo dell'Universo. E' Rumore Bianco sul canale di comunicazione del Pensiero Unico, è un'Interferenza Acara nella Trasmissione Dispotica della Società dello Spettacolo.

Siamo tutti costantemente sottoposti al lavaggio del cervello: l'inesistente, ci tiene fermi sul "ciò che non è"; la pubblicità dei beni di consumo è soltanto un aspetto, ti mostra ciò che non hai o non sei e te lo fa desiderare; il terrorismo mediatico è un altro aspetto, più pericoloso, ti terrorizza con quello che potrebbe accadere e sei pietrificato dalla paura in "ciò che non è". Ora pensa l'intera città tappezzata di cartelloni, annunci sui giornali, sulle riviste, sugli autobus, sulla metropolitana, spot pubblicitari in televisione e al cinema, che ovunque, ogni giorno, ti martellano con frasi del tipo : "Muori prima di Morire", "La Verità ti rende Libero", "La Purezza del Cuore è desiderare una Cosa Sola", "Tu sei il Creatore della tua Realtà"; riesci ad immaginare l'effetto erosivo che potrebbero avere queste gocce di saggezza, scavando nella coscienza del genere umano? Una totale, costante, immersione in "cio che è". Basterebbe un breve periodo per cambiare il mondo intero. Sto cercando qualcuno che voglia impegnarsi concretamente in questo Progetto.

Dimenticati delle Notizie. Tieni la tv spenta per un anno, non perderai nulla, è solo Depressione. Se accade qualcosa di importante, vieni comunque a saperlo. Scappa dalla Caverna di Platone.





Karma, Racconto di Fabio Curetti.

“Maledizione! Avranno certamente sentito!”.
Raccolse velocemente il mestolo di legno screpolato, rimasuglio degli oggetti salvati dal baule della nonna, che le era caduto mentre rimestava nella pentola d'alluminio qualche semplice ingrediente nell'acqua che stava scaldando sopra il fornello elettrico, unica fonte di energia della casa.
Interruppe tutti i movimenti e respirò piano, tendendo l'orecchio per catturare qualche possibile reazione al rumore sordo appena spentosi, ma niente, il solito rassicurante silenzio di piombo.
“No! Forse sono ancora a dormire”.
Immaginò i vicini del piano di sotto ancora a letto, dato che erano le 7 circa e il campanile aveva appena suonato, come tutti i santi giorni, la sua litania di ipocrita allegria, facendo ripartire così il loop dei suoi pensieri: Cosa aveva la Chiesa da festeggiare? Che motivo aveva per sbandierare quella musica lieta? L’aveva forse aiutata, a lei, nel momento del bisogno? “No davvero, maledetti preti, e maledetto Stato “che gli dava solo 423, 67 euro al mese e pretendeva pure che pagasse gli arretrati dell'affitto della casa popolare dove “quel bastardo di suo marito, che Dio l'abbia in gloria”, prima di schiattare dopo anni di bevute e percosse, l'aveva reclusa come in una trappola per topi.
Persiane chiuse e buio assoluto e silenzio tutto il giorno a spiare dalle fessure i pochi passanti, il postino se lasciasse qualcosa, se i vicini calpestassero la sua zona d'orto incolto ma non poterglielo rinfacciare perché non dovevano sapere che lei era lì, accucciata, pallida e magra, a vivere quel buio di esistenza ingrata.
Eppure un tempo era bellina, rosea e paffuta, si sentiva normale e come tutti gli altri si aspettava una vita normale, una famiglia, dei figli, dei nipoti, mica la ricchezza.
Non andò così, andò un po' peggio.
Si legò ad un mascalzone, più per necessità che per amore, ma a lei non importava poi molto, la sua vita senza figli, senza infamia e senza lode stava proseguendo benino fino a pochi anni fa.
Successe però, ad un certo punto, che il marito perse il lavoro, cominciò il calvario di tutte le sere col cuore in gola, a pensare di come sopravvivere il giorno dopo, a sessant’anni certo non si trova più uno straccio di lavoro, e scivolare piano piano in una dimensione oscura e immeritata, senza nessun sostegno di legge.
“E pensare che quel bastardo di Ministro alla tv aveva detto una volta, come aveva detto quel figlio di buona donna?...
Ah sì: “tutte le riforme dovevano attenuare quel diaframma di protezioni che avevano allontanato l'individuo dalla durezza del vivere” e il conduttore non aveva nemmeno replicato a quella schifezza di frase, detta da un privilegiato, come se tutte le lotte, i sacrifici, gli scioperi e i soprusi fossero da gettare via con un gesto altezzoso della mano.
Ora infatti doveva combattere con i denti e con le unghie in quella topaia, al buio, senza gas e in silenzio per non far capire a quelli del Comune che abitava ancora lì.
Niente tv, solo una piccola radio, ritiro raccomandate neanche a parlarne, “Si fottano! Per questo non mi deve vedere né sentire nessuno! Si certo, vedranno un po' di consumi di acqua e energia per frigo e fornello, ma finché pago le bollette, si fottano!”.
Non era comunque poi così male non avere niente a che fare con nessuno, niente noie, niente seccature, niente di niente, anche se così facendo si era inaridita parecchio.
Solo, a volte, un po' di malinconia e tristezza che allontanavano quella sensazione irosa e invidiosa, che la accompagnava per quasi tutta la giornata piantandosi al centro dello stomaco come un gomitolo di nodi che, una volta rilassatosi, trasferiva la tensione alla gola e a gli occhi che si inumidivano e cercavano conforto in qualche rumore, qualche ricordo che riaffiorasse, qualche vecchio oggetto, nient’altro.
Fu in uno di quei momenti che le balenò, chissà perché, ciò che le raccontava sua madre quando era piccolina, avrà avuto 6-7 anni, mentre la sgridava per aver fatto qualche capriccio:” Vedrai che finirai come l’Adalgisa, a chieder l’elemosina per strada!”.
Ed ora era lì, a rimuginare su quella che poteva essere una profezia, ma anche un aiuto in fondo, perché no? Perché rintanarsi in casa al buio quando poteva unire l’utile al, si fa per dire, dilettevole? Mica doveva stare per forza tutto il giorno per strada come i veri barboni, sarebbe bastata qualche ora per poter racimolare qualche euro e riuscire così mangiare qualcosa di più decente di cavoli e patate tutti i giorni, insieme al latte e qualche uovo sodo e scatoletta di tonno.
L’idea prese forza piano piano e si consolidò con il fatto che, uscire alla luce, voleva dire anche mettere tutti quanti a conoscenza delle sue condizioni ed anziché vergognarsene pensò sarebbe stato molto più onorevole sbandierarla la sua condizione, additando i responsabili.
Fu così che, frugando tra vecchi quaderni e pennarelli, promosse e concretizzò l’idea su un cartellone bianco con scritta rossa: FINALMENTE “Tutte le riforme hanno attenuato quel diaframma di protezioni che avevano allontanato l'individuo dalla durezza del vivere” ED ECCOMI QUI! CONTENTI? CHI LO HA DETTO?
Ora doveva trovare la forza di vestire dismessa, ma non troppo, varcare la soglia di casa, sfidare lo sguardo sbigottito dei vicini, trovare un bel posticino frequentato abbastanza da garantirle un piccolo guadagno, posare la ciotola ai suoi piedi con dietro il cartello ben in vista e attendere.
Una volta fatti questi passi, si ritrovò all’ombra del centro del parchetto poco distante, con fontana, panchine, bimbi che giocavano e un discreto passeggio di gente che si avvicinava a piedi per fare acquisti al mercato all’aperto, lì vicino. All’inizio teneva gli occhi bassi per non farsi riconoscere e, diciamolo, anche per la vergogna che si infilava nel suo respiro, nella secchezza della sua bocca, nel suo torcersi le mani.
E qualcuno la riconobbe, tirando dritto, facendo finta di niente o girandosi dall’altra parte per evitarle l’imbarazzo di incrociare uno sguardo indeciso sul chiedere: Come mai? È proprio lei? Cosa posso fare? Il primo giorno fu il più difficile, anche se rimase 4 ore, 2 alla mattina e 2 al pomeriggio.
Nessuno le chiese del cartello, ma racimolò 6,70 euro. Mica male.
Si comprò subito un po' di carne e del vino e la sera stessa festeggiò, complimentandosi per il coraggio dimostrato. E così, piano piano, prese dimestichezza con quella nuova vita, che un pochino iniziava ad inorgoglirla, perché pareva quasi un lavoro quell’alzarsi, lavarsi, vestirsi, un po' trasandata ma con cura, recarsi nel posto stabilito alla solita ora e staccare sempre alla solita ora tanto che, oramai, molti la conoscevano e la salutavano e lei racimolava sempre più soldi, anche se non dava confidenza a nessuno.
Addirittura cominciò, dapprima distrattamente, poi sempre più in maniera pianificata, a rovistare in qualche cassonetto per cavarne qualche cosa di buono, non tanto per il bisogno, quanto per la rabbia che l’assaliva quando vedeva gettato via un oggetto, un cibo, una bevanda ancora nuova e intatta e il senso di iniquità le permetteva quasi di erigersi a paladina del ristabilimento della giustizia, come a dire “Vedete? Se non c’ero io questo cotechino non ancora scaduto finiva in malora!”. Bene, la nostra proseguiva così quella vita misera il più onorevolmente possibile, quando capitò un fatto, che dire improbabile è dire poco e che avrebbe dato una piccola spinta alla sua vita di lì a breve.
Una sera fredda di dicembre, sedendosi sulla solita panchina antistante la piazza, notò un trambusto fuori dal normale, via vai di persone che lavoravano su un palco di legno, chi sistemava faretti, chi incollava manifesti, chi dirigeva urlando operai distratti.
Doveva esserci qualche comizio di sicuro.
“Bene” pensò “molta più gente oggi!” e si sfregò le mani al pensiero della bistecca che avrebbe comprato la sera stessa. Ma ben presto la gente si trasformò in folla che non la vedeva nemmeno e quasi la schiacciava sulla panchina, tanto che un paio di volte dovette urlare “E state attenti scimuniti! Non vedete che ci sono io qui?” Dovette rannicchiare le ginocchia sulla panchina per non farsi pestare i piedi e pensò seriamente di andarsene, quando udì le sirene e notò uno sfolgorio blu da tutte le parti: qualcuno di importante stava arrivando.
Poco dopo, dalla strada principale, scesero da una macchina blu presidenziale 3 persone, un tizio piccolino in giacca e cravatta neri, scortato da due energumeni, che si avvicinarono al palco dove un tipo stava blaterando qualcosa a proposito del loro arrivo che infatti scatenò un applauso ruffiano e ostentatamente prolungato da qualcuno, mentre i tre salivano la scaletta.
La gente si accalcò verso il palco e così lei rimase finalmente sola e poteva respirare un po'. Inoltre adesso aveva anche la visuale libera che le permetteva di vedere bene le autorità, tutte impettite e sorridenti, a prendersi gli applausi dei gonzi. Non riconosceva i volti e neanche le interessavano, anzi la disturbavano, considerando che ormai si avvicinava il Natale e la gente si dimostrava un po' più disponibile e quella improvvisa distrazione le stava togliendo un po' di guadagno. Ad un certo punto il piccolino appena arrivato, mentre gli altri parlavano, forse attirato dall’unico spiazzo vuoto fattosi attorno alla sua panchina, sembrava guardasse insistentemente verso di lei, inforcandosi gli occhiali, strizzando gli occhi più volte e ponendo la mano tesa sulla fronte per coprire il bagliore delle luci. Sta di fatto che poco dopo il tizio, scrisse qualcosa su un foglietto, estratto dalla tasca interna della giacca, armeggiò nelle tasche, si girò verso la sua destra e, coprendosi la bocca con la mano, bisbigliò qualcosa ad un suo scagnozzo dietro le sue spalle.
Questi guardò di nuovo verso di lei, fece cenno di sì con la testa e poi sparì dietro al palco.
Che diavolo stava succedendo, mica ce l’avevano davvero con lei? Che aveva fatto di strano? Comunque quando vide l’energumeno del palco sbucare dalla folla e dirigersi a passi veloci verso di lei, si alzò con l’intenzione di andarsene, prese il suo cartello si girò e “Aspetti! Un momento signora, si fermi!”
La voce la colpì come può colpire un ragazzino sorpreso con le mani nella marmellata ma lei, girandosi, si ripeté fermamente in testa” Non ho fatto proprio niente e quindi non devo temere nulla!” e fissò diritto negli occhi l’energumeno che ora era in piedi, fermo davanti a lei.
“Signora, mi scusi, ma il senatore ha un messaggio per lei, tenga” e le mise in mano un foglietto bianco piegato, accennò un inchino, girò i tacchi e corse di nuovo verso il palco.
Lei rimase lì, a bocca aperta, sotto lo sguardo curioso di qualcuno che aveva assistito alla scena, guardò per qualche secondo il foglietto, poi lo aprì e vide che c’era una banconota da 10 euro e uno scritto.
Pescò gli occhiali rossi ed unti, senza una stanga, dalla tasca della lunga gonnella e se li portò affannosamente agli occhi cominciando a leggere:” Gentile Signora, sono io l’autore della frase, ma ecco un mio piccolo pensiero per lei, buona fortuna!” Rimase interdetta, non aveva più pensato da tempo alla frase scritta nel suo cartello, ignorata da quasi tutti e che ora costituiva per lei era solo un compare, come un palo per il brigante, senza molto senso, anche se serviva allo scopo. In un primo momento si sentì riconoscente e quasi vittoriosa su quel tipo che ora, dopo aver bofonchiato con l’energumeno di nuovo dietro di lui sul palco, tese di nuovo la mano sulla fronte per proteggersi dalla luce dei faretti, scrutando verso di lei in attesa, probabilmente, di un suo cenno di ringraziamento.
Cosa che lei inizialmente ebbe intenzione di fare ma a metà inchino, il suo sguardo si annebbiò, anziché guardare fuori, si rivolse verso di sé, al proprio interno, mostrandole come era ridotta, come era arrivata esattamente lì, su quella panchina, a vendere la propria dignità per pochi spicci, a fare i salti mortali per sopravvivere, a bestemmiare chi non la degnava di un centesimo, a sopportare le immeritate differenze che la separavano dal mondo normale e si irrigidì ulteriormente fissando, ora sì, la miseria, facendo le dovute proporzioni, che il tizio si era degnato, si fa per dire, di elargirle senza un briciolo di vergogna e ostentando, addirittura sorridendo, la paternità dell’ignobile frase, come uno psicopatico, perché gli psicopatici sono al potere, questo si sa.
Le colse così dal ventre una vampata che, inizialmente a basso calore e poi, velocemente, le fece prendere fuoco dalle parti della gola facendole sputare parole rabbiose:” Come si permette, vecchio ruffiano maledetto, di mancare di rispetto ad una cittadina che lei stesso ha contribuito a ridurre così! Se li tenga i suoi 10 euro maledetti (ma non li buttò) e si vergogni! Si ricordi che tutti dobbiamo morire, io forse oggi a pancia vuota ma lei, domani, morirà comunque a pancia piena!” Purtroppo, tra il vociare degli altoparlanti dell’oratore di turno e il brusio della folla, la sentirono solo alcune decine di persone intorno a lei, che avevano seguito tutta la scena fino al pronunciamento di lei di quelle frasi suggellate puntando il dito minaccioso verso il palco.
L’onorevole, manco a dirlo, scambiò quella protesta per un gioioso ringraziamento e, sempre con la mano tesa sulla fronte, piegandosi leggermente in avanti, salutò con l’altra mano sorridendo verso quella povera disgraziata, come si saluta un amico da lontano.
Poi, si eresse e seguitò serio ad ascoltare quella litania del collega, fingendo interesse.
Lei borbottò ancora qualcosa, ma vedendo che quel tonto non capiva con quel chiasso, si girò sconsolata e se ne tornò a casa mestamente.
Il giorno dopo non uscì di casa, prima di tutto perché i primi freddi le avevano procurato un forte mal di testa, in secondo luogo, ma forse ancora più importante, perché pensava e rimuginava su ciò che le era accaduto il giorno prima. Non si era mai sentita così umiliata e inoltre frustrata per non aver fatto capire all’interlocutore quale grave mancanza di rispetto, quale spocchiosa aria di sufficienza, quale noncuranza per l’essere umano quel signore aveva mostrato dall’alto del suo tenore di vita.
E quale coincidenza lo aveva portato lì, davanti a lei e al suo cartello che, sebbene glielo avesse pure ricordato, non era riuscito a svolgere la sua funzione terapeutica di riparazione ad un’offesa così villana.
No, quel tipo, coso…senatore lì, non meritava nessuna comprensione né, tanto meno, rispetto da parte sua e rivendicò mentalmente il suo anatema caduto nel vuoto.
Il giorno seguente, dopo una bella dormita il mal di testa sparì e si sentì veramente meglio, come se avesse digerito una brutta faccenda.
Constatando quel cambiamento di umore pensò quindi di cambiare anche la scritta nel cartello, dato che la vecchia frase non aveva più alcun senso, d’altra parte poi, aveva già ricevuto risposta.
Pensò e ripensò a cosa poteva mai proporre ai suoi benefattori questa volta.
Dopo quel fatto, effettivamente, si sentiva quasi più saggia di quel sapientone in giacca e cravatta e cominciò a ragionare sulla distanza siderale che divideva la sua misera condizione da lui e del perché la vita dispensava stenti ed elargiva benefici, apparentemente senza alcun criterio.
Aveva sentito parlare di quella teoria della reincarnazione e concluse che, effettivamente, se uno avesse proprio dovuto scontare gli errori o incassare i frutti della vita precedente, quello sarebbe stato un bel modo di applicare un’idea di giustizia, solo che c’era un problema: nessuno riusciva a ricordare la vita precedente, un bel dilemma quindi! Beh, poteva comunque suggerire ai suoi clienti almeno di sforzarsi di ricordarla quella vita e scrisse sul nuovo cartello a caratteri cubitali “E’ IL KARMA, RAGAZZI!”.
Le parve una buona sintesi che, in maniera aperta e delicata, stimolava una riflessione a tutti sulla propria condizione e suggeriva un’empatia più profonda verso tutti gli altri, cosa di cui aveva bisogno lei stessa.
Si incamminò quindi verso il suo solito posto e si meravigliò che, non appena piazzatasi, alcuni passanti, che solitamente non l’avevano mai considerata, si affrettarono a versare nella sua ciotola alcune monete, altri qualche scatoletta di cibo, alcuni qualche indumento.
Il tutto con un sorriso quasi di comprensione.
“Strano”, pensò, “va bene che è quasi Natale ma mi suona un po' esagerata questa voglia di mostrarsi buoni tutto d’un colpo!”. Non seppe mai però che quell’insolita generosità della gente era un gesto di scongiuro in conseguenza alla notizia della morte del senatore avvenuta proprio dopo una cena con amici, il giorno dopo il suo anatema, fatto di cui lei rimase all’oscuro per molto tempo.
E così proseguì per i giorni a venire, facendo sì che un po' più di abbondanza si affacciasse nella sua misera vita, dandole la sensazione che con quel cartello avesse smosso un pochino le coscienze e dandole altresì la convinzione che, accettando con serenità la propria condizione, avrebbe potuto migliorare il proprio destino se avesse donato più attenzione agli altri, secondo le sue possibilità.
Da allora infatti, settimanalmente, cambiò regolarmente la frase del cartello cercando di attirare la curiosità e spronare il pensiero ed il ragionamento sulla caducità della vita, sui suoi interstizi incomprensibili, sulle false credenze. Ad esempio scrisse “PENSO DUNQUE SONO, OPPURE SONO, DUNQUE PENSO?” e anche “SON PROPRIO I MEZZI CHE DETERMINANO IL FINE E NON QUEL SUO MALEDETTISSIMO CONTRARIO VILE “o ancora “IL POPOLO E’ SOVRANO MA NON DEVE SPAVENTARE I MERCATI, MAI MAI”. E ancora oggi la gente si sofferma molto più frequentemente davanti a lei, a leggere le sue ormai celebri frasi, qualcuno a volte scuote la testa e prosegue, altri più spesso annuiscono leggermente e lasciano un soldo, sorpresi dal fatto che una semplice vecchia barbona abbia il potere di farli fermare a riflettere così profondamente.
Ma si sa, la durezza del vivere…rende più saggi!


Sogno d'Eroe - Bz Akira Santjago Feat. InAcustico from snowcrashproject on Vimeo.




in collaborazione con gli InAcustico di Fabio Curetti;

Quello che sogno, lho già vissuto, lo sto vivendo, lo vivrò;



from Bz Akira Santjago on Vimeo.




"Questo è un omaggio dell'artista Bz Akira Santjago al mio atto di redenzione "Before It's Time To Go" dal nuovo album Dog Eat Dog✌✌✌" Pino Scotto


Il filosofo Diogene stava lavando delle lenticchie per farne una zuppa. Fu visto dal filosofo Aristotele, che aveva raggiunto un tenore di vita confortevole rendendo omaggio alla corte del re. Aristotele sbottò: "Se solo imparassi ad adulare il re, non dovresti adattarti a vivere di un cibo così povero come le lenticchie". "Se solo imparassi a vivere di un cibo come le lenticchie - rispose Diogene con lo stesso sdegno- non dovresti ridurti ad adulare il re".

Pino Scotto by Rita Cavallaro, Fiber Artist





The TerrorArtist CookBook from bz akira santjago on Vimeo.



ringrazio, per la voce, l'Artista Libero Fabio Curetti degli InAcustico e per i meravigliosi LaLLaLa la Super Fiber Artista Rita Cavallaro;

"mi chiamo Akira Basho, e sono un TerroArtista;

colui che è un Terrorista per qualcuno, per qualcun altro è un Combattente per la Libertà; cosa è invece un TerroArtista?





Super "B" Movie - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.


Chombatta, è il 2020 e questo è un Monster MashUp CyberPunk, tratto da una Storia Vera;

Per le voci, un ringraziamento speciale all'Artista Libero Acaro e Samurai Fabio Curetti, degli InAcustico e a Zio Tibia CyberPunk;

"L’alienazione dello spettatore si esprime così: più egli contempla, meno vive; più accetta di riconoscersi nelle immagini dominanti del bisogno, meno comprende la sua propria esistenza e il suo proprio desiderio"; Guy Debord

"Oggi viviamo in una società in cui realtà spurie vengono fabbricate dai media, dai governi, dalle grandi corporazioni, da gruppi religiosi, gruppi politici… pseudo-realtà fabbricate da persone molto sofisticate che usano congegni molto sofisticati. lo non diffido dei loro motivi; diffido del loro potere. Ne hanno molto. Ed è un potere sorprendente: quello di creare interi universi, universi della mente. Il bombardamento di pseudo-realtà comincia a produrre molto rapidamente esseri umani inautentici, esseri umani spuri"; Philip K. Dick

"Siamo cittadini di una zona grigia in cui realtà e finzione si fondono, in cui i deliri prometeici stanno riscrivendo la nostra società. È davvero questo il futuro che vogliamo, oppure siamo stati gradualmente indottrinati da cinema, letteratura, media e TV a desiderare simili scenari dopo averli introiettati come fantastici?" Enrica Perucchietti



Monster MashUp - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.




la voce, per alcuni parlati, questa volta me lha prestata il mio grande acaro amico e grande artista libero Fabio Curetti ( www.inacustico.it ); direi che l'esperimento è perfettamente riuscito no?

Un Monster MashUp è una VideoComposizione realizzata unendo fra loro diverse parti di video, film, documentari, cartoni animati ecc.;






"La nostra critica cominciò come comincia ogni critica, con il dubbio. Il dubbio divenne la nostra narrazione, eravamo alla ricerca di un nuovo racconto, il nostro. Ogni nostro gesto, ogni accento, esprimeva la negazione del vecchio mondo e l'anelito ad uno nuovo. Il nostro modo di vivere creò una situazione nuova fatta di esuberanza e amicizia. La realtà di una microsocietà sovversiva nel cuore di una società che la ignorava. L'arte non era il fine ma il pretesto e il metodo per individuare il nostro ritmo specifico e le possibilità nascoste del nostro tempo. Noi, insoddisfatti, continuammo però a cercare, riempiendo i silenzi di desideri, di paure, di fantasie. Sospinti dal pensiero che per quanto vuoto sembrasse il mondo, per quanto degradato e usurato ci apparisse,il mondo, sapevamo che tutto era ancora possibile e che in circostanze appropriate un nuovo mondo era tanto probabile quanto uno vecchio." ~ Waking Life







"Io auguro veramente che l'umanità inciampi in un sentimento di Libertà e la esiga, come un affamato è giusto che esiga da mangiare e un assetato di bere" (Silvano Agosti)

In collaborazione con gli InAcustico di Fabio Curetti la videomusica ReNaSoLi dell'Inno del ReNaSoLi, La Rete Nazionale di Sostegno per la Libertà;

Poesia e Musica : InAcustico http://www.inacustico.it/
Mash Up Video : Bz Akira Santjago



L'AntiCerb - Bz Akira Santjago Feat. Il Ristretto from bz akira santjago on Vimeo.





Musica, Parole e Poesia de Il Ristretto (Vittorio Rosa);
Mash Up Video by Bz Akira Santjago




UFO Music, Underground Freak Out Music, oltre a essere un mio progetto secondario di creazione di Freak Track, qualcosa tra esercizi di composizione, colonne sonore e un qualcos'altro che viene dallo Spazio Esterno come un Unidentified Flying Object, ora è anche un Mash Up Videomusicale, nato per gioco e per caso; dedicato a tutti gli artisti e ai musicisti liberi e indipendenti (non Indie) che se ne fregano dell'apparenza, dei like, views, cuoricini, commenti (il tutto comprato nella maggior parte dei casi), se ne sbattono di avere masnade di fan rintronati in stato ipnagogico a pendere dalle loro labbra (come quelli delle mummie narcisiste e delle marionette industriali create dallo Spettacolo), e continuano a volare, a giocare e a divertirsi da matti, beffandosi di tutto e di tutti;






Se tutti quanti ci ritroviamo con l’immaginazione atrofizzata, nessuno costituirà mai più una minaccia per il Potere.

"La logica ti porta da A a B, l'immaginazione ti porterà dappertutto." (Albert Einstein)






Musica e Parole by : Alert aka Alessandro Rotondo
Videotrack, Visualtrack, Colonna Visiva, Mash Up Video by : Bz Akira Santjago

Mash Up Video, Videotrack, Visualtrack della canzone Iponotica di Alert aka Alessandro Rotondo, artista, compositore, cantautore e acarissimo amico; Iponotica è una canzone scritta nel 2005 da Alessandro, alcuni mesi dopo aver conosciuto la sua attuale compagna; mantiene ancora il cantato di quel periodo, volutamente dissonante, calante e crescente, che attraversa riff in minore e in maggiore in un vortice di passione e emozioni senza fine;

la colonna visiva è dedicata invece alla mia attuale compagna, artista grande e visionaria, del crochet internazionale e Donna con la D maiuscola, sensibile e speciale, che due anni fa circa ho avuto la fortuna di incontrare; mi ha preso per mano e mi ha aiutato a uscire da una situazione a dir poco complicata; mentre tutti facevano a gara a farmi sentire un mostro, un freak, mi ha fatto scendere in profondità insieme a lei e mi ha fatto capire e continua a farmi capire cose importanti, aiutandomi a farmi emergere in tutto il mio essere, sia come essere umano freak, che come artista; è un pò quello che ha fatto questa mia particolare forma d'arte, la composizione videomusicale, che mi ha cambiato, mi ha guarito; si è mostri solo per i mostri, quelli veri; se vi chiamano freak, invece, siate orgogliosi, loro sono solo PATTUME;


Let It SnowCrash - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.

"Il controllo dei mass media (lo Spettacolo, il Mainstream) dipende dallo stabilire delle linee di associazione" diceva Burroughs. "Quando le linee sono tagliate (SnowCrash), le connessioni associative sono interrotte".

"Puntini biancastri che appaiono su uno schermo televisivo a causa di un guasto dell'apparato ricevente o per la debolezza del segnale. È il colore della televisione sintonizzata su un canale morto, è l'interruzione del segnale portante e ipnotico del pensiero dominante."




CHICANO feat. DjSNATCH _VOGLIA DI SUSHI _ BEAT BY VEA Mash Up Video by: BZ AKIRA SANTJAGO from snowcrashproject on Vimeo.

CHICANO feat. DjSNATCH _VOGLIA DI SUSHI _ BEAT BY VEA Mash Up Video by: BZ AKIRA SANTJAGO

alla voce Chicano : https://soundcloud.com/chicano-4
Beat, mix, master & concept by Vea : https://soundcloud.com/v3a , https://www.youtube.com/channel/UCpoMw_CopM0iBPUj-nrQ5OQ
Mash Up Video by Bz Akira Santjago : http://bzakirasantjago.blogspot.com/







Alle voci lo Psicoterapeuta Mauro Scardovelli e la Dottoressa Erica Poli

"Se vuoi cambiare il mondo devi iniziare dal tuo paese.
Se vuoi cambiare il tuo paese devi iniziare dal tuo villaggio.
Se vuoi cambiare il tuo villaggio devi iniziare dalla tua casa.
Se vuoi cambiare la tua casa devi iniziare da te stesso."
(Aforisma Cinese )



Steal Like An Artist - Bz Akira Santjago from snowcrashproject on Vimeo.



"Non me ne voglia l'autore di questi video, che trovo eccezionali e valididissimi, ma col cazzo che avrebbe creato se non avesse rubato."

La mia è composizione a più dimensioni; c'è la composizione musicale, che è la parte più grande del lavoro; compongo le note, quindi rubo anche le note e i suoni dei vari strumenti che utilizzo, oltre ai campioni musicali rubati qua e là, che in percentuale, sono in minima parte rispetto alla composizione melodica;


ROCKNROLLA - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.

l'audio del video di Vimeo si sente molto meglio dell'audio di Youtube;



come il merlo nero con il becco giallo canto, che sui rami sta, la melodia soltanto, mi ricompensa già;

ai ROCKNROLLA e alle urla disumane mio nipote Nathan, alla voce narrante Dario Fò, i brani in inglese sono tratti dall'audiobook de Il Profeta di Kahlil Gibran, la voce è di Paul Sparer;

La questione non è se il gioco sia privo di conseguenze. Affermare ciò significa svilire il gioco. Il fatto è che le conseguenze, quando ci sono, hanno il carattere della gratuità. Il giocare e il donare sono attività fortemente correlate, sono aspetti comportamentali e transazionali relativi ad uno stesso impulso, l'istinto del gioco. Condividono lo stesso aristocratico disprezzo per i risultati. Il giocatore vuole ottenere qualcosa dal gioco; questo è il motivo che lo spinge a giocare. Ma la ricompensa essenziale sta nell'esperire quella stessa attività, qualunque essa sia.

l'artista è uno che i problemi esistenziali se li risolve, e se li risolve perché, ancora, è disponibile. È disponibile perché il suo clima psicologico non è quello del tentativo di arricchirsi, di ottenere fama e successo, ma del tentativo di fare quello che gli piace: è uno che sceglie sempre il gioco, e per questo muore senza rimpianti;

Non è facile da eseguire questa danza. Pratica e tecnica permettono a un uomo di ruotare velocemente su se stesso, usando uno dei piedi come perno, mantenendo l’equilibrio. I sufi sono capaci di rollare per molto tempo, senza accennare a scomporsi. Questa è la danza dell'Universo, il cui centro si trova nel segreto del cuore.

Il Sufi a volte danza, ma, mentre danza, al centro rimane assolutamente immobile, il centro del ciclone; la danza è il ciclone, tutto il suo corpo è in movimento, è fluido, dinamico, ma al centro la coscienza osserva in silenzio, indisturbata e senza distrazioni; esteriormente si può solo imparare l'esercizio; esteriormente non si conoscerà mai quello che accade dentro il danzatore; e la vera storia è tutta interiore;

Hanno danzato contro il potere, lo hanno ridicolizzato, ne hanno annullato la forza attraverso l'arte, la musica e il ballo.

fare o ascoltare musica può essere immediatamente valutata dall'adulto come una perdita di tempo, mancando una risposta immediata e precisa di tipo produttivo, senza lasciare alcun margine all'imprevedibilità; un bambino è più disposto a vivere questa esperienza come un gioco con un atteggiamento più spontaneo, gioioso, imprevedibile e pronto a compiere nuove esperienze

L'arte verrà recuperata dalle mani degli snob e liberata dall'ambiente dei collezionisti, abolita come categoria specialistica rivolta ad un pubblico elitario, e i suoi contenuti estetici e creativi restituiti alla pienezza della vita cui furono sottratti dal lavoro.

la vera arte è il gioco, e il gioco, si sa, è una delle esperienze più immediate che ci siano; l'arte andrà avanti in qualche modo, nella stessa maniera in cui noi continueremo a respirare, a mangiare e a fare l'amore;

non di meno, proviamo repulsione per l'estrema alienazione delle arti, specialmente nei media, nell'editoria commerciale, nelle gallerie d'arte, nell'industria discografica, etc. Talora siamo preoccupati che l'estensione del nostro coinvolgimento nell'arte dello scrivere, del dipingere, del fare musica, ci conduca a una astrazione viziosa, a una rimozione dell'esperienza immediata. In questa maniera, si perde l'immediatezza, del gioco, il nostro spunto originale nel fare arte innanzitutto, l'odore, il gusto, il toccare, il sentire dei corpi in movimento;

"l'animale lavora quando la privazione diventa l'impulso fondamentale della sua attività e gioca quando l'impulso fondamentale proviene dalla pienezza delle sue forze, quando una vitalità sovrabbondante diviene il proprio stimolo all'attività". Friedrich Schiller

‎"Mettere il proprio nome su un disco non conta un cazzo. Chiunque lo può fare, ma c'è una grande differenza tra raggiungere la notorietà e conquistare il rispetto di sé attraverso la musica."

"Tutto quello che faccio è profondamente inconscio perché non è possibile razionalizzare la spiritualità. Non meritiamo questo privilegio. Non so parlare. So solo sentire." (Kurt Cobain)

Dare

E'quando date voi stessi che date veramente. Vi sono quelli che danno con gioia e questa è la loro ricompensa;

Passione

E quando infuria la tempesta e il vento implacabile scuote la foresta, e lampi e tuoni proclamano la maestà del cielo, allora dite nel cuore con riverente trepidazione: "Nella passione agisce Dio";

Bellezza

E la bellezza non è un bisogno,ma un'estasi. Non è una bocca assetata,né una mano vuota protesa, Ma piuttosto un cuore bruciante e un'anima incantata;

Rocca e Rolla

l'Universo è la mia Rocca, la mia fortezza, il mio liberatore; il mio Dio, la mia rupe, in cui mi rifugio, il mio sole e scudo, il mio potente Salvatore;

HackerSpace - Bz Akira Santjago from Frank Zappa La Terra on Vimeo.





alla voce il Commenda Iannola e prole, Kurt Cobain, Bruce Dickinson e Edoardo Camponeschi in arte Ménéstrandise

"Quando mi ispira la rabbia lavoro meglio." Martin Lutero

"Solo visioni completamente fuori dalla realtà corrente costituiscono il nostro primo passo verso la liberazione; non possiamo permetterci di continuare ad operare nei termini del nemico;"Jurgen Habermas





Radio Zapata - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.


Una delle più alte ed efficaci forme di ribellione è il deridere e ridicolizzare le gerarchie, le figure autoritarie, il potere costituito. Togliere al potere il potere che ha nelle e sulle nostre menti è il primo passo verso lo scolpire saldo di un eterno monumento alla libertà;




Freak Out - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.

"ma se scopre che tu i fili non ce l'hai
se si accorge che il ballo non lo fai...
allora sono guai e te ne accorgerai...
attento a quel che fai, attento ragazzo
che chiama i suoi gendarmi e ti dichiara
pazzo..."




Underground - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.
"i cantautori ci sono ancora e sono i Carbonari nell'Underground che cantano per se stessi... quelli che resisteranno disegneranno la musica del futuro.."



The Art of Punk - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.

forza artistica radicale, il punk attribuisce un approccio rivoluzionario alle immagini: il suo principio essenziale è costituito da una sorta di urgenza creativa. Gli artisti punk generano senza mai preoccuparsi di sapere se le loro creazioni possano o meno rientrare in qualche tipo di canone prestabilito, poichè essi vi si oppongono, nè se possano corrispondere a delle competenze specifiche o ad una tecnica per raggiungere un certo pubblico, l'importante infatti è il bisogno urgente di creare, senza stabilire alcuna distanza con chi che sia.





Pirate Culture - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.
La cultura Pirata, la Read/Write Culture contrapposta alla Read-Only Culture dove il Read in Read-Only non è leggere, ma consumare passivamente; Sono i nuovi artisti, che scaricano normalmente dal web, fanno a pezzi, trasformano, combinano e rielaborano a loro piacimento musica, testi, video, fotografie, dando vita a nuove opere creative, senza scopi di lucro, dentro e fuori dalla Rete. Sono le opere dell'ingegno che si riproducono confondendosi generando nuova arte, nuovi significati. Ma è un'arte illegale, e molti dei creativi più talentuosi del nostro tempo sono criminali da perseguire in base alle leggi sul copyright, che non tengono conto delle nuove tecnologie digitali e vorrebbero disciplinare il download dei file allo stesso modo delle fotocopie di un libro. Ma copiare, trasformare, combinare, non è rubare, sono gli elementi base della creatività. Perchè tutto è un Remix. Al limite è liberare, liberare creatività, rubare alla Robin Hood, agli avidi ricchi per dare ai poveri.

"A Remix is new media created from old media. It was made using these three techniques: copy, transform and combine. It’s how you remix. You take existing songs, you chop them up, you transform the pieces, you combine them back together again, and you’ve got a new song, but that new song is clearly comprised of old songs. But I think these aren’t just the components of remixing. I think these are the basic elements of all creativity. I think everything is a remix, and I think this is a better way to conceive of creativity." Kirby Ferguson

Pirate culture is a society that allows and encourages derivative works by combining or editing existing materials to produce a new product. A pirate culture would be permissive of efforts to improve upon, change, integrate, or otherwise remix the work of copyright holders.

Be a magpie, take from everywhere, but assemble the scraps and shiny things you’ve lifted in ways that not only seem inventive, but really do make new meanings.

Creativity and innovation always builds on the past. Free societies enable the future by limiting this power of the past. Ours is less and less a free society.

alcuni free samples della musica sono stati presi da musicradar.com remixati e rielaborati.




Artivism è una parola portmanteau che unisce 'arte' e 'attivismo'. L’Artivism si è sviluppato in questi ultimi anni, mentre emergevano e proliferavano le proteste contro la guerra e le proteste anti-globalizzazione. In molti casi, gli artivisti tentano di spingere le agende politiche attraverso i mezzi dell'arte, ma è anche comune un focus sulla sensibilizzazione sociale, ambientale e tecnologica. Oltre a utilizzare mezzi tradizionali, come film e musica, per aumentare la consapevolezza e spingere per il cambiamento, un artivista può anche essere coinvolto in culture jamming, subvertising, street art, presa-di-parola, contestazione e attivismo vero e proprio...

L’Artivism parte dall’idea dell’impiego e valorizzazione dell'arte come catalizzatore per facilitare il raggiungimento di un dato obiettivo attivista. Nei progetti artivisti il ruolo del processo creativo, in opposizione al ruolo del pezzo finito, può servire a scopi diversi. Il processo, infatti, comporta un'attività dinamica che stimola la comunità a esprimersi e costruisce relazioni.

Blend of art and activism; this passion has all the ingredients of activism, but is charged with the wild creations of art. The artivist uses her artistic talents to fight and struggle against injustice and oppression by any medium necessary. The artivist merges commitment to freedom and justice with the pen, the lens, the brush, the voice, the body, and the imagination. The artivist knows that to make an observation is to have an obligation. An Explosion of Creativity, a marrying of art and activism.

«Platone» dice Peter, voltandosi a sputare saliva verde tra le erbacce. «Platone diceva: "Colui che si accosta al tempio delle muse privo di ispirazione, illudendosi che le doti d'artigiano possano bastare, resterà per sempre un improvvisatore, e i suoi versi arroganti verranno oscurati dal canto dei folli".» Chuck Palahniuk, Diary.

Monkey Club - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.

first Rule: You have to talk about Monkey Club.
second Rule: You have to talk about Monkey Club.
third Rule: Keep your creation, free.
fourth Rule: Don't sell your soul to anyone.
fifth Rule: Don't shrink your vision.
sixth Rule: Don't fear the illusion of art theft.
seventh Rule: Create art to inspire healing action.
eighth Rule: Create art for cause.
ninth Rule: If this is your first night at Monkey Club, you have to create.

la scimmia ripete, la scimmia fa...
la scimmia non pensa, legge qua e la...
la scimmia matta allora che fa?
salta più in alto, la scimmia matta
salta più in alto, salta più del gatto
ti prende la mano, la scimmia matta,
salta più in alto e senti calore
e a nessuno importa se poi cè dolore...

la scimmia dorme, la scimmia fa...
la scimmia non vede, sbadiglia qua e la...
la scimmia matta allora che fa?
salta più in alto, la scimmia matta,
salta più in alto, corre più del ratto
ti fa la sveglia, la scimmia matta,
salta più in alto, gioca con le lancette
fino a che Morte glielo permette...

la scimmia ripete, la scimmia fa...
la scimmia non scimmia, mangia qua e la...
la scimmia matta invece che fa?
salta più in alto, la scimmia matta
salta più in alto, sputa giù nel piatto...
salta più in alto e poi danza con il morto

la scimmia muore, la scimmia fa...
la scimmia non parla, fotte qua e la...
la scimmia matta allora che fa?
salta più in alto, la scimmia matta
salta più in alto, con il cuore rotto..
ti regala un fiore, la scimmia matta,
salta più in alto e non cè livore
poi si volta, svanisce e rincorre l'amore...

respira aria, respira vita...
la vita in ogni respiro...

bz akira santjago


La musica è una riscrittura, rielaborazione, stravolgimento electro-punk di una famosa canzone dei Re delle Cipolle; il parlato è di Howard Zinn, tratto dal suo famoso intervento Artisti in Tempo di Guerra; i gattini sono per Salvini; la lama (pennello) è per gli imbecilli e per i preti arroganti di questo ridicolo Gioco di Ruolo; il volo e la Musica dallo Spazio Esterno sono per me; "...non mi piace l'arte che serve solo a celebrare il suo esecutore, mi piace l'arte che serve per guarire..." Jodorowsky; " Artisti, "Voi siete la luce del mondo;" Matteo 5:14

come un "angelo caduto dal cielo" mi rialzo, riprendo a correre, mi rilancio in volo; non mi avrete mai come volete voi, senza "poesia" non so vivere...

trascendere, esistere al difuori o al disopra della narrazione della realtà imposta dal Mainstream; trascendere la follia del mondo, fermare il mondo; pensare, agire, creare musica e scrivere fuori dal contesto illusorio creato dalla società. L'artista in questo ci mostra come il mondo dovrebbe/potrebbe essere, anche se non è così; ci porta lontano dagli squarci di orrore che vogliono farci credere siano la realtà e che il Mainstream provvede a mostrarci ogni giorno, cagandoceli in testa; l'artista ci fa vedere ciò che è possibile;



Music From Outer Space - Bz Akira Santjago from snowcrashproject on Vimeo.



Howard Zinn examines the role of the artist during war time and finds that the transcendent nature of art not only shows us the beauty of everyday life, but can also go beyond everyday politics and media hype to critically address the problems of the day.

"I think of the word "transcendent." It is a word I never use in public, but it's the only word I can come up with to describe what I think about the role of artists. By transcendent, I mean that the artist transcends the immediate. Transcends the here and now. Transcends the madness of the world. Transcends terrorism and war."

"So the word transcendent comes to mind when I think of the role of the artist in dealing with the issues of the day. I use that word to suggest that the role of the artist is to transcend conventional wisdom, to transcend the word of the establishment, to transcend the orthodoxy, to go beyond and escape what is handed down by the government or what is said in the media."



Abracadabra - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.


"Vivere significa creare. Vivere è esprimersi, e per esprimerti devi creare. La creazione non è mai mera ripetizione. Vivere significa esprimersi liberamente nella creazione."Bruce Lee

qui parlo di creatività libera e di percorso spirituale, e quindi di percorso creativo in libertà come percorso spirituale, terapeutico, in cui si fa pulizia, ci si libera degli inutili strati di personalità egoica che non appartengono al proprio vero sè e si scopre e ci si innamora della propria anima; puoi cadere, sbandare, fare errori enormi e stupidi, ma se stai andando dove vuole il tuo cuore, è certo, qualcuno verrà in tuo soccorso e ti aiuterà... quel qualcuno potete chiamarlo come volete, Dio, Universo, Allah, Gesù, Nataraja, per me l'unica cosa certa è che questo qualcuno esiste e mi sta guidando in questa cosa, dove creo, mi libero, cresco, mi diverto tremendamente, prego, mi esprimo, piango e poi sorrido... alla fine non sono niente di speciale, sono solo un essere umano, e per questo un essere creativo, il cuore di uno zero, al massimo uno strumento musicale particolare che cerca di essere il più accordato possibile per le mani dell'Universo...

"To live is to express, and to express you have to create. Creation is never merely repetition. To live is to express oneself freely in creation.” ~ Bruce Lee

“Always be yourself, express yourself, have faith in yourself, do not go out and look for a successfull personality and duplicate it.” ~ Bruce Lee

"There are no limits. There are only plateaus, and you must not stay there, you must go beyond them.” ~ Bruce Lee

“As you think, so shall you become.” ~ Bruce Lee

"Of course it's meant as a discussion of what people do rather than what people should do. I'm not interested in preaching, and I don't think myself a guru in any sense. More than that, in this particular book I really meant to describe what I considered to be the revolutionary potential of everyday life, to put it in Situationist terms. The response has been pretty good -- I mean I don't get hundreds of letters or anything, but I do get lots of letters, and I do get lots of response -- and it seems to strike a chord especially with people in the arts, which is who it was meant for really. I mean, when I say people in the arts that could be anybody, not just professional artists; it could be anyone who feels a necessity for creative action in their life. My idea was to define a space which I feel exists (anyway), that's a private, even secret space, if you like... clandestine... in which the whole problem of commodification, the buying and selling of art, the turning of art into a commodity and the use of art to sell commodities, which is sort of a curse to the modern artist, is avoided, just plain avoided; just a withdrawal from that world and a reaffirmation of a creative power in everyday life, outside the life of commodity, the life of the market. After all, this is why all artists are artists, this is why one becomes an artist -- not to sell your soul to the company store but to create." Hakim Bey



Nell'intro riscrivo Gustav Mahler; poi è sinfonia no. 1337 by Bz; l'Art Squat è come una sommossa che non si scontra direttamente con il potere, è un'operazione di guerriglia creativa che libera una area di spazio, tempo, immaginazione; è un enclave pirata di artisti liberi in libertà, un microcosmo del sogno anarchico di una cultura libera, qui e ora...

Artist squat culture is the most sincere expression of art; Artist squats are based around cultural production and create spaces for artists to produce and showcase their work in city centres where studio rent is notoriously high. Artist squats abolish the elitist image of galleries; Artist squats are like the phoenix. No matter how many are killed off, they will be forever reborn. An art squat is a name used to describe the action of artists to occupy (or squat in) an abandoned building, thereby creating studio space to create art. Art squats often have a semi-legal or illegal status. Squatting consists of occupying an abandoned or unoccupied area of land and/or a building that thesquatter does not own, rent or otherwise have lawful permission to use. Some squatting movements are political, such as anarchist, autonomist, or socialist.


ho visto il ragazzo del cipresso numero 9 a Varese, protestare in cima a un albero dei giardini estensi legato a un tronco giorno e notte contro l'abbattimento dei cipressi della California; eco-guerrieri lanciare di notte bombe di sementi biologiche no-ogm per risvegliare la Vita in deserti di cemento; sabotatori senza volto manomettere le macchine dai denti di ferro delle avide Multinazionali, ho visto il Monkeywrenching;

The Monkeywrenchers engage in industrial sabotage in order to defend a land they love against industrial terrorism. Monkeywrenching is a form of sabotage that focuses on creating serious economic damage, thus putting a temporary or permanent halt to activities that the perpetrator believes are undesirable.

Monkeywrenching is nonviolent resistance to the destruction of natural diversity and wilderness. It is never directed against human beings or other forms of life. It is aimed at inanimate machines and tools that are destroying life.

Monkeywrenching is not organized. There should be no central direction or organization to monkeywrenching. Monkeywrenching is done by individuals or very small groups of people who have known each other for years. They ask themselves what is the most vulnerable point of a wilderness-destroying project, and strike there. Senseless vandalism leads to loss of popular sympathy...

Monkeywrenchers — although nonviolent — are warriors. They are exposing themselves to possible arrest or injury. It is not a casual or flippant affair. They keep a pure heart and mind about it. They remember that they are engaged in the most moral of all actions: protecting life, defending Earth.

A type of most oftenly illegal sabotage for the means of slowing down, or making it counter effective to continue with a certain activity. Or simply to spread chaos.

Monkeywrenching: Ecotage, ecodefense, billboard bandits, desurveying, road reclamation, tree spiking, even fire. All of these terms describe the unlawful sabotage of industrial extraction and development equipment, as a means of striking at the Earth’s destroyers where they commit their crimes and hitting them where they feel it most—in their profit margins.

Monkeywrenching is a step beyond civil disobedience. It is nonviolent, aimed only at inanimate objects. It is one of the last steps in defense of the wild, a deliberate action taken by an Earth defender when almost all other measures have failed.

Monkeywrenching is not mindless—targets are carefully picked for their strategic value
There is a time and a place for everything. Knowing when not to engage in sabotage is equally of value



Il culture jamming, "sabotaggio culturale", è una pratica contemporanea che mira alla contestazione dell'invasività dei messaggi pubblicitari veicolati dai mass media nella costruzione dell'immaginario della mente umana; consiste nella decostruzione dei testi e delle immagini dell'industria dei media attraverso la tecnica del détournement; lo spostamento di immagini e oggetti dalla loro collocazione abituale per inserirli in un diverso contesto semantico dove il loro significato risulti mutato, se non capovolto. Il risultato è in genere la trasmissione di un messaggio di critica radicale del sistema economico che avviene per mezzo dello stravolgimento del suo apparato ideologico-pubblicitario, nel tentativo di liberare l'individuo dal ruolo di ricevente passivo e indurlo a un consumo critico e consapevole del linguaggio dei media;

We will take on the archetypal mind polluters and beat them at their own game. We will uncool their billion-dollar images; We will culture jam the pop culture marketeers and bring their image factories to a sudden, shuddering halt. On the rubble of the old media culture, we will build a new one with a non-commercial heart and soul. We intend to culture jam the destructive, consumer paradigms that rule our lives in order to save the forests, the air we breathe and the clarity of our own minds. Television-hijacking, petitions, letter writing campaigns, subvertisements, uncommercials, billboard corrections, monkey-wrenching, networking and pontification; Culture Jamming is an intriguing form of political communication that has emerged in response to the commercial isolation of public life.Culture jams refigure logos, fashion statements, and product images to challenge the idea of "what's cool," along with assumptions about the personal freedoms of consumption.




Nel film tedesco Decoder, FM (componente del gruppo Einsturzende Neubauten) scopre che all’interno della catena di fast-food “H-Burger”, viene diffusa della musica (Muzak) che condiziona fortemente i comportamenti e i gusti dei giovani avventori. Sconcertato, registra e studia le caratteristiche di questa musica ma è solo dopo gli incontri con William Burroughs e i pirati della comunicazione guidati da Genesis P.Orridge, che FM riesce a “decodificarla” e a produrre un “Anti-Muzak” che induca la gente a ribellarsi al potere. I servizi segreti e la stessa multinazionale degli hamburger iniziano a braccare minacciosamente il fastidioso pirata, il quale nel frattempo diffonde, aiutato dalla sua posse, la musica della rivolta.

We openly declared we are inventing an anti-muzak that, instead of cushioning the sounds of a factory environment, made use of those very sounds to create rhythmic patterns and structures that incorporated the liberating effects of music by unexpected means. This approach is diametrically opposed to the position of official muzak, as supplied by the Muzak Corporation of America. Their intention is to disguise stress, to control and direct human activity in order to generate maximum productivity and minimum discontent.

..because music is art, but Muzak is science. And when you employ the science of Muzak: in an office, workers tend to get more done, more efficiently, and feel happier. In an industrial plant, people feel better and, with less fatigue and tension, their jobs seem less monotonous. In a store, people seem to shop in a more relaxed and leisurely manner. In a bank, customers are generally more calm, tellers and other personnel are more efficient. In general, people feel better about where they are; whether it's during work or leisure time. Muzak is all this and more. That's why we say Muzak is much more than music...




innamoratevi della Vita, di ogni sua forma, ditele Buongiorno all'alba tutti i giorni e iniziate a combattere per la Bellezza, seguite il cuore, usate la testa, non lasciatevi dominare dalla mente, non siate schiavi dell'emozione, osservatela con distacco, allora cambierà tutto, cambieranno le vostre scelte, inizierete a scegliere, ad agire e a non reagire, aprirete gli occhi e vi arrabbierete, ma riuscirete a trasformare la rabbia in creatività e intelligenza, rispetterete il vostro corpo e la vostra mente e ogni forma di esistenza, imparerete a autoguarire in ogni ambito e darete un bel calcio in culo alla paura, alla mediocrità e a questo triste gioco di ruolo creato da questi quattro fulminati che dominano il mondo, che hanno solo i soldi e che per questo hanno collegato tutto ai soldi... ma la Vita non si può comprare... fanculo i mediocri...

guarda quella coppia,
lui ha la faccia doppia..
lei è appariscente,
e poi mente allegramente..

guarda poi quell'altra,
lei si muove scaltra..
lui ha tanti soldi,
non c'è lei e fa bagordi..

accesa è la tivvù,
lei è in schiavitù..
lui è sul divano,
non le da una mano..

e han cuori duri,
ci son solo muri..
senza comprensione,
le maschere di cartone..

e quel bimbo è solo,
ha freddo, è un ghiacciolo..
loro sono assenti,
venga loro un accidenti..

uno specchio, una strega,
tutto falso, lei annega,
spasimanti, scimmie volanti,
annusatori di figa,
servi aiutanti...

su per carità..
questa è la normalità!?
preferisco un tetto,
di stelle e un sonetto..

preferisco occhi,
che guardano sinceri..
preferisco amori,
su difficili sentieri..

preferisco cuori,
che rispettano valori..
preferisco baci,
di tradire incapaci..

preferisco fiori,
spazzati via dal vento..
attimi speciali,
e il traballamento..

preferisco rime,
per giungere al sublime..
preferisco amare,
e l'amore re-inventare..






The Tong War - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.


La musica è una riscrittura/rielaborazione della famosa canzone Kashmir dei Led Zeppelin; Il tema della videomusica è quello delle società segrete e quindi della creazione di una nuova società segreta diversa e in opposizione a quelle che sono al potere, che ci dominano e che decidono delle nostre vite; La società segreta dell'Umanità, una società segreta non gererchica e libera dove il concetto di segretezza è sostituito da quello di non visto (in senso mediatico), non pubblico, non catodico, che è fatta di vita reale non mediata, di sudore, pelle.. e che si basa sull'aiuto reciproco, sulla generosità, la condivisione, la parità tra individui unici, il gioco, la creatività libera...

"Compito di ogni libertario diventa oggi più che mai lottare contro la dottrina del leader e il fideismo, creando una rete di sostegno agli oppressi, ai precari ai migranti che sia tangibile ed evidente e soprattutto sapendolo comunicare in questa nuova era digitale. Solo la comunità e l'esempio concreto di spazi di non potere possono mettere in crisi il dominio del culto del capo. Solo sperimentare realtà diverse, dove si collabora e partecipa in modo gratuito senza avidità, può incrinare l'egoismo di chi si identifica nell'arrivismo del clan del capo." Barbara Collevecchio

"Among other things, the Tong should be a work of art; unseen retains its reality, its rootedness in everyday life & therefore in the possibility of the marvelous. (a) avoiding publicity; (b) Non-hierarchic organization;

Most modern people seem unable to believe in the reality of something they never see on television —therefore to escape being televisualized is already to be quasi-invisible.

the modern Tong will find it both necessary & enjoyable to seize back free time from the commodity world & devote it to shared creation, to play.

that is, a small group which exercises power over non-insiders for its own aggrandizement. Immediatism does not concern itself with power-relations;— it desires neither to be ruled nor to rule. The contemporary Tong therefore finds no pleasure in the degeneration of institutions into conspiracies. It wants power for its own purposes of mutuality. It is a free association of individuals who have chosen each other as the subjects of the group’s generosity, its “expansiveness” (to use a sufi term).

a cloak of invisibility that will have to be dropped only in the event of some final showdown with the Babylon of Mediation....

nuclei of mutually-self-chosen allies, working (playing) to occupy more & more time & space outside all mediated structure & control. Then it will want to become a horizontal network of such autonomous groups—then, a “tendency” —then, a “movement”—& then, a kinetic web of “temporary autonomous zones...

In the old days secret societies would appear in times & spaces forbidden by the State, i.e. where & when people are kept apart by law. In our times people are usually not kept apart by law but by mediation & alienation (see Part 1, “Immediatism”). Secrecy therefore becomes an avoidance of mediation, while conviviality changes from a secondary to a primary purpose of the “secret society.” Simply to meet together face-to-face is already an action against the forces which oppress us by isolation, by loneliness, by the trance of media.

Prepare for the Tong Wars!" Hakim Bey





"Art Sabotage serves only consciousness, attentiveness, awakeness, can never seek power, only release it; Art Sabotage is the dark side of Poetic Terrorism, is creation-through-destruction; Don't picket, vandalize. Don't protest, deface; Smash the symbols of the Empire in the name of nothing but the heart's longing for grace. Art Sabotage seeks to damage institutions which use art to diminish consciousness and profit by delusion. This or that poet or painter cannot be condemned for lack of vision--but malign Ideas can be assaulted through the artifacts they generate. To seize TV transmission & broadcast a few pirated minutes of incendiary Chaote art would constitute a feat of PT--but simply to blow up the transmission tower would be perfectly adequate Art Sabotage.

We will create something else, something to be shared freely but never consumed passively, something which can be discussed openly but never understood by the agents of alienation, something with no commercial potential yet valuable beyond price, something occult yet woven completely into the fabric of our everyday lives." Hakim Bey

"Se hai intenzione di provare, vai fino in fondo. Non c'è una sensazione al pari di questa. Sarai da solo con gli Dei, e il fuoco incendierà le tue notti. Cavalcherai la tua vita dritto verso una risata perfetta. È l'unica battaglia buona che ci sia. " C.Bukowski


Don't think. Thinking is the enemy of creativity. It's self-conscious, and anything self-conscious is lousy. You can't try to do things. You simply must do things. Bz jumps off cliffs and builds his wings on the way down.


Jump Off - Bz Akira Santjago di bzakirasantjago3

Jump Off - Bz Akira Santjago from bz akira santjago on Vimeo.